Sabato, 22 Lug 2017
 
 
Arte e monumenti PDF Stampa E-mail

 

IL CASTELLO ESTENSE DELLA MESOLA

La Tenuta della Mesola, il sogno di una nuova città

L'area occupata dal mare fino al X secolo, fu acquistata dalla Casa d'Este alla fine del Quattrocento per costruirvi una delle Delizie Estensi. L'edificazione del suggestivo complesso architettonico del Castello di Mesola ebbe inizio nel 1578 per volere del Duca Alfonso II, ultimo discendente della dinastia degli Este, che desiderava lasciare un segno importante sul territorio ferrarese costruendo una residenza di corte sfarzosa al punto da poter competere per dimensioni e magnificenza con il più antico Castello Estense di Ferrara, simbolo assoluto del dominio estense.

Ispirandosi al disegno originale di Marco Antonio Pasi, diversi responsabili si alternarono durante i cinque anni che furono necessari per la costruzione. Furono erette nove miglia di cinta muraria e tutti gli edifici di servizio come stalle e depositi attorno ai quali doveva ruotare la vita di una residenza che da semplice riserva di caccia si stava trasformando in una città rinascimentale. Quattro imponenti torri, mura merlate, grandi finestre fanno del Castello di Mesola una struttura a metà tra una fortezza e una dimora di lusso. Una particolarità ne caratterizza l'originalità progettuale: due logge congiungono il corpo del castello alla corte bassa, una corona di portici e locali all'interno dei quali risiedeva il personale di servizio. La quantità di materiale utilizzato, gli imponenti lavori di bonifica e i soldi spesi per la grande opera, per quella che doveva essere solo una residenza estiva, sembrano confermare l'ipotesi accreditata da molti storici che Mesola dovesse costituire il centro nevralgico del potere estense in contrasto allo strapotere di Venezia sull'Adriatico. Un progetto tra i più ambiziosi che necessita di tempo e di eredi che Alfonso II non riuscì ad avere; così, nel 1598, lo Stato Pontificio tornò in possesso del Ducato di Ferrara e di conseguenza anche di Mesola

 

 

Il Castello oggi

L'intero complesso è stato accuratamente restaurato; le sale del Castello conservano le testimonianze del suo passato e ospitano convegni, mostre, eventi e altri importanti appuntamenti. Il piano terra è dedicato alla famiglia Estense, il grande albero genealogico e lo stemma araldico ci riconducono alle origini, interessanti cartografie approfondiscono la storia di questa importante tenuta. Il Piano Nobile invece offre un percorso storico-antropologico sugli ambienti e le culture del Delta del po, suddiviso in differenti sale tematiche ed è ulteriormente impreziosito da un grande fregio in ceramica di Cesare Laurenti. Il Secondo Piano ospita il nuovo Museo del Bosco e del cervo della Mesola, pannelli e ricostruzioni aiutano a comprendere da un punto di vista scientifico l'evoluzione biologica del cervo, un animale assolutamente peculiare nel corredo genetico, nell'aspetto fisico, nel comportamento.

Il Castello è aperto dal martedi alla domenica compresa: orario invernale 9.30/12.30-14.30/17.30;
orario estivo 9.30/12.30-15.00/18.00. Per info: 3391935943

 

 

 

 

La Chiesa Arcipretale

A voler dotare Mesola di un proprio edificio di culto fu l'Imperatrice Maria Teresa d'Austria. La chiesa ebbe comunque il suo completamento sotto il pontificato di Papa Pio VI intorno al 1785. Il tempio si presenta a navata unica con un ampio coro e un largo presbiterio; pareti e soffitti non sono decorati nè affrescati, tuttavia la chiesa ospita alcune pale d'altare e tele del XVIII secolo. Vale ricordare anche la presenza di un prezioso organo a canne, posto sopra il coro, opera di Filippo Fedeli (1795); lo strumento è a cassa unica, in legno, con qualche ornato a intaglio ed è alto circa nove metri.

 


 

 

Torre Abate

Realizzato nel XVI secolo, questo interessante esempio di architettura
idraulica è caratterizzato da cinque conche sulle quali si sviluppa un
manufatto concavo a pianta rettangolare. In origine il deflusso delle acque
era controllato da un sistema di porte a vento o vinciane, ma perse
la funzione di chiavica in seguito al Taglio di Porto Viro.
Grazie alla sua conformazione a torre, venne utilizzata per scopi militari
e fu inglobata all'interno della cinta muraria di Mesola. Ebbe dunque
funzione difensiva e di controllo.

Torre Abate è certamente la testimonianza più significativa dello sforzo
profuso nella difesa idraulica del territorio da parte dell'uomo. L'edificio
è oggi nuovamente circondato da uno specchio d'acqua e da vegetazione
palustre, frutto di un intervento di riqualificazione ambientale.
Nella zona si trovano laghetti adibiti a pesca sportiva, aree picnic
e da qui è possibile partire per percorsi guidati.

 


Idrovora della Pescarina
Esempio di architettura idraulica funzionante a turbina, l’idrovora del-
la Pescarina venne costruita nel 1856 per rimpiazzare una precedente
chiavica d’inizio ‘800. Allo stabilimento confluivano le acque della Se-
zione Campagna del tenimento della Mesola.


Idrovora Balanzetta
Posta alla confluenza dell’omonimo collettore, tra la Strada Corriera e
il Bosco della Mesola, consentiva il deflusso delle acque nella Sacca di
Goro attraverso il Canale della Falce. La struttura in laterizio, a pianta
rettangolare, non è attualmente utilizzata.

 


Antica Chiesa di Massenzatica
A poca distanza dalle Dune Fossili si possono visitare gli interessanti resti
dell’Antica Chiesa di Massenzatica le cui prime testimonianze appaiono su
un documento del 1263, anche se l’ediicio doveva già esistere nei secoli
precedenti. Dell’antica costruzione rimangono oggi solamente due archi e
un bel campanile dalla guglia piramidale perfetta.